Biella si legge su due piani. In basso c'è la città moderna, con le piazze, i negozi e il Duomo. In alto, sul crinale, c'è il Piazzo: il borgo medievale fondato nel Duecento, che da lassù guarda tutto il resto.
Il battistero e il Duomo
Nella parte bassa, a pochi passi l'uno dall'altro, si trovano il Duomo e il battistero: quest'ultimo è uno dei monumenti romanici più antichi del Piemonte, un edificio a pianta centrale costruito con materiali di reimpiego di epoca romana, ancora leggibili nelle murature. È piccolo e si visita in pochi minuti, ma è il pezzo di storia più antico della città.
Salire al Piazzo
Il Piazzo si raggiunge con un impianto in salita che parte dal centro e in un paio di minuti arriva in cima. È il modo più semplice per evitare i tornanti e la ricerca del parcheggio fra i vicoli. Una volta su, il borgo si gira tutto a piedi: i portici, i palazzi nobiliari, le vie strette che finiscono sul belvedere affacciato sulla pianura.
È la parte di Biella che sorprende chi non se l'aspetta, perché ha il ritmo di un paese pur essendo dentro la città.
La città della lana
Biella è uno dei distretti tessili più noti al mondo: qui hanno sede manifatture che vestono mezzo pianeta, e la storia industriale del territorio è ancora leggibile negli opifici allineati lungo i torrenti, dove l'acqua muoveva le macchine. Chi si interessa di archeologia industriale trova materiale per un'intera giornata.
Dentro un ex lanificio sul torrente Cervo ha sede Cittadellarte, la fondazione creata da Michelangelo Pistoletto: spazi espositivi e progetti che mettono insieme arte e trasformazione sociale. Per orari e mostre in corso conviene consultare il sito della fondazione prima di andare.
Il Piazzo, in dieci minuti di storia
Il borgo alto non è nato per caso. Fu fondato nel Duecento dal vescovo di Vercelli, che scelse la posizione sul crinale per ragioni di controllo e di difesa, e vi attirò abitanti con esenzioni fiscali. Da allora Piazzo e Piano hanno convissuto come due entità distinte, con amministrazioni e caratteri diversi, e l'unificazione è arrivata solo in epoca moderna.
Camminando fra i portici si notano i palazzi delle famiglie che contavano: facciate sobrie all'esterno, cortili interni più ricchi. È un'edilizia signorile di provincia, elegante senza ostentazione, che si legge meglio alzando gli occhi alle finestre.
Perché proprio qui la lana
Il distretto tessile biellese non nasce da una decisione ma da una condizione geografica: i torrenti che scendono dalle Alpi Biellesi hanno acqua abbondante, costante e povera di calcare, e l'acqua è l'ingrediente decisivo nella lavorazione della lana. Le prime manifatture si insediarono lungo i corsi d'acqua per sfruttarne la forza motrice, e più tardi l'energia idroelettrica fece il resto.
Il risultato è un paesaggio industriale particolare, fatto di opifici in mattoni incastrati nelle valli strette, alcuni ancora attivi, altri riconvertiti. La Fabbrica della Ruota, a Pray, e il complesso di Cittadellarte a Biella sono due modi diversi di raccontare la stessa storia.
Cosa aggiungere alla giornata
Biella sta in mezzo fra due mete che meritano da sole il viaggio: il Ricetto di Candelo, venti minuti a sud-est, e il Santuario di Oropa, mezz'ora più in alto in montagna. Partendo da Casa Aura la mattina presto se ne possono fare due su tre senza correre.
Il Biellese a mezz'ora, la collina per dormire
Casa Aura è una casa intera a Roasio Santa Maria: giardino, parcheggio gratuito e fino a sei posti letto, a mezz'ora da Biella.